Spazio Felix

Ho sognato che avevo disegnato tasti di pianoforte sul tavolo di cucina.
Io ci suonavo sopra, erano muti.
I vicini venivano ad ascoltare.
(da "La Lugubre Gondola" di Tomas Transtromer)

Io che a 4 anni ero un bel pallottolino! :-P


Margherita... 


Carlotta... notare come controlla con l'occhio appena appena aperto se sto per attentare alla sua vita...
Insieme dormono abbracciate...
Scegli da che parte stare...

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Mi innamoravo di tutto... come nel '98 del film "Il Grande Lebowski" con un Jeff Bridges straordinario. Il film ha anche una colonna sonora splendida... chi è che canta? I Creedence Clearwater...


E' musica da vacanza, da viaggio, liberi da ogni pensiero...

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Una delle poche cose che mi mancano della mia terra, la Sicilia, è il mare...
abituata a vederlo tutti i giorni... ne ho la nostalgia adesso che non lo vedo...
affido questa malinconia ai Madredeus (grande gruppo Portoghese) e alla voce straordinaria, di incanto, della solista... Teresa Salguiero

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Post Scriptum
p.s. scusate se non cedo quasi mai alla ricetta vezzosa, ma ho ereditato il senso pratico e piuttosto schietto, concreto e coerente della mia adoratissima nonna paterna (la quale se fosse ancora viva mi direbbe: "ma chi te lo fa fare a tenere in piedi tutto questo con assiduità giornaliera da 5 anni pieni, senza avere mai mollato un attimo, lascia perdere!" Era una donna di una saggezza ed una intelligenza fuori dal comune, se ne è andata, lucidissima a 87 anni, senza aver mai recuperato fiducia negli esseri umani e mi manca nonna Francesca tanto... forse troppo), tornando al senso pratico: prima di tutto le cose utili quelle che ci consentono di gestire ciò che abbiamo in frigorifero e in dispensa; cucinare non per buttare ma per mangiare e purtroppo non si vive di sole leziosità: il cibo è anzitutto quotidianità fatta di pane, pasta, verdure, carni (poche, pochissime), dolci da forno semplici, cucinati in modo sano.
Occorre metterci roba "vera" nel piatto, tutto il resto è una coccola da concedersi, ma non quotidianità.
E per noi celiaci è importante anzitutto imparare di nuovo a cucinare la "normalità" (termine che forse molto spesso si fa coincidere - sbagliando - con "banalità")... quella che per fortuna loro, gli altri si possono permettere di dare per scontato.
Per questo mi viene difficile adeguarmi: cucinare per le gare tra blog, o per qualche altro motivo imposto: non ci riesco; emergono tutti i tratti distintivi del mio carattere: spirito di contraddizione alla millesima potenza appena cioè mi dicono "fai questo" io devo fare l'opposto sulla spinta di un impulso viscerale; mancanza di spirito emulativo che però andrebbe bene inteso: mia madre si disperava per questo, perché sono così fin da bambina... e questa mancanza me la sento ripetere come fosse un difetto grave. Poi ho capito che forse occorre capire cosa sia davvero sto spirito emulativo: a me di certo non piace il concetto di gara, ed in ogni caso non me la sento di attuarlo verso una cucina che ha come scopo quello di essere d'aiuto: si fa anzitutto per gli altri e poi per sé rimane la soddisfazione e la leggerezza data dalla condivisione (e anche questo è spirito emulativo ma sano) di un peso quale è la celiachia (perché non è facile, è inutile girarci intorno).
Scusate ma ogni tanto vengo presa dalla logorrea nervosa anche sul blog :) grazie se avete avuto la pazienza di leggere fin qui le mie elucubrazioni mentali, ma sappiate che così le ho risparmiate (per una volta) alla Manu! :P

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