giovedì 29 marzo 2012

Un "Vecchio" Pane Integrale

In attesa di essere meno stanca, ripesco in archivio. 
Ho trovato gli esperimenti di pane integrale. 
Adesso sul blog ne trovate di più evoluti, ma questi vale comunque la pena pubblicarli, perché raccontano la storia della mia cucina e del mio tempo... e perché il pane era molto buono.
Troverete tutto scritto in corsivo perché lo riporto tale e quale come lo pubblicai anni fa...





Per questa ricetta sono stata ispirata da un blog francese di ricette senza glutine.
Ho rifatto la ricerca per verificare il nome del blog, ma non l’ho trovato, sono sicura però di essere partita dal blog francese Pupille et Papilles, che alla sezione per intolleranti riporta una serie di blog francesi tutti di cucina senza glutine…. sicuramente è uno di quelli.
Ad ogni modo la ricetta non è proprio uguale… ho apportato delle modifiche nella farina usata…


Pubblicata da me su Cis il 5 aprile 2007
Pane integrale senza glutine


Ingredienti
250 ml di acqua
50 ml di latte (si può fare tutta acqua)
1 cucchiaio di olio di semi di mais
1 cucchiaino di sale
1/2 cucchiaino di zucchero
150 g di farina agluten
100 g di Mix B
65 g di farina di grano saraceno (io ho messo 50 g di saraceno e 15 g di farina di riso integrale della marca Probios che non è a spiga barrata e non sta in prontuario, scelta personale quindi)
8 g di lievito di birra
2 cucchiaini di semi di sesamo
2 cucchiaini di semi di lino
2 cucchiaini di semi di girasole


Per prima cosa preparate i semini: tritateli con il mixer e fateli tostare in forno per dieci minuti a 150° e metteteli da parte. Introducete nella macchina del pane gli ingredienti nell’ordine della ricetta e impostate impasta e lievita. Al suono aggiungete i semini tritati e tostati. Trascorso il tempo versate l’impasto che sarà molto molle in uno stampo da plumcake foderato da carta da forno leggermente inumidita. Fate lievitare per 25 m. in forno acceso a 40° (oggi vi consiglio di farlo lievitare più tempo a forno spento). Trascorso questo tempo cuocete il pane per 30 m. a 220° con la ciotolina termoresistente colma d’acqua.
Devo dire che è ottimo


Pane Integrale con Lievito Madre
Ho provato a fare il pane usando una parte di farina integrale senza glutine Werz/Probios


Ingredienti
350 g di Lievito madre delle Simili senza glutine
365 g di acqua tiepida
1 cucchiaio di miele
100 g di Farina integrale senza glutine Werz
75 g di Pandea
75 g di Farmo
250 g di Mix B
2 cucchiaini di sale
3 cucchiai di olio
semi di papavero e semi di sesamo a piacere


Sciogliere il lievito madre in acqua tiepida e aggiungere il miele.
Unire le farine e cominciare a impastare, aggiungere i semini di papavero e sesamo e quasi alla fine il sale e l’olio.
Ponete a lievitare in luogo tiepido (ideale il forno spento con solo la lucina accesa), al solito per circa 3 - 4 ore.
Alla fine prelevate l’impasto, date la forma che preferite e fate lievitare nuovamente fino a che non raddoppia di volume (all’incirca 1 ora e mezzo).
Spennellate con olio e acqua e fate cuocere a 210° - 220° fino a che non prende un bel colore brunito.


Dall’aspetto rustico, con poca mollica e una bella crosta spessa e croccante.
Molto saporito, l’ho trovato ottimo.
Stavo per papparmi una rosetta intera.

martedì 27 marzo 2012

Agnello al modo di Tiziana

Semplice e gustosa ricettina della nostra amica Tiziana di Cis, l'originale lo trovate QUI


Ho infarinato i pezzi d'agnello e li ho fatti rosolare in padella con olio evo per una decina di minuti, aggiungendo sale e pepe. Ho unito qualche rametto di rosmarino e alcune foglie di salvia tritate con uno spicchio d'aglio. Quando l'agnello si è ben colorito ho sfumato con un bicchiere di vino bianco e mezzo di aceto bianco mescolati, facendo evaporare quasi completamente.
Ho trasferito il tutto in una teglia da forno, aggiunto un mestolo d'acqua bollente e alcune patate a tocchetti.
Coperto con carta alluminio e infornato a 180/200° per una mezz'ora, quindi ho scoperto la teglia e ho lasciato colorire le patate per altri 15/20 minuti.

martedì 20 marzo 2012

Tanti Buoni e Semplici Panini...

Ed ecco i panini che sono usciti fuori con la ricetta del pane bianco base (cliccate ed arriverete alla ricetta) ed usando il mix di farine dietoterapeutiche con la Nutrifree come farina portante.

280 g di Nutrifree
140 g di Glutafin bianca
80 g di Farmo Fibrepan

Buonissimi! Leggeri e di ottimo sapore. A me piacciono con la bella crosta croccante, ma se li volete più morbidi basta farli cuocere circa 25 minuti a 220°

e questo è l'interno

E allora... è vero che la Nutrifree non lievita l'impasto come fa il Mix B, tuttavia si riprende nelle fasi successive e soprattutto vive il suo vero exploit in forno durante la cottura.

lunedì 19 marzo 2012

Frittelle di riso








Oggi è la Festa del Papà, ed anche se il nostro è lontano per lavoro gli abbiamo preparato le frittelle (ci mangiamo anche la sua porzione!) per dirgli quanto lo amiamo e che per noi è il migliore babbo di tutto il mondo. (firmato da Edoardo, Eleonora, Margherita e Mariafiore)

 La ricetta di mamma Irene non la trovavo e allora sono andata da Paoletta , omettendo la cannella, che da noi è una spezia poco gradita, a favore dell'aroma vaniglia + limone.

INGREDIENTI:

600 ml di latte
150gr di riso originario
un pizzico di sale
poca buccia di limone
1 uovo
40gr di zucchero
60gr di mix per impasti lievitati
2 cucchiaini di lievito per dolci (consultare il prontuario AIC)
aroma vaniglia (consultare il prontuario AIC)
olio di arachidi per friggere

PREPARAZIONE:

Scaldare il latte con la buccia di limone ed un pizzico di sale. Lessare il riso a fiamma bassa e lentamente fino a completo assorbimento poi far freddare bene. Aggiungere al riso l'uovo sbattuto, lo zucchero, la farina, il lievito e l'aroma vaniglia o limone, amalgamare bene. Scaldare bene l'olio, con l'aiuto di due cucchiai da tavola formare delle palline e friggerle fino a doratura. Scolare bene l'olio e rotolare le frittelle nello zucchero semolato. Con queste dosi escono 22 frittelle circa.
Tanti auguri a tutti i papà, a tutti i Giuseppe e Giuseppa ed un dolce pensiero al mio caro Fiorello.





sabato 17 marzo 2012

La Zeppola di S. Giuseppe di Pasta "Sciu'"

Friggere due giorni di seguito per me può essere una esperienza traumatica, è certo: io odio friggere!
Per fortuna è passata e se ne riparla chissà quando, di certo non prima di Natale.
Ma la zeppolina fritta di pasta "sciù" era una promessa e quindi andava mantenuta ;)

Ora... l'unica vera e non piccola difficoltà di questo dolce è la cottura! Dato per assodatissimo invece che la pasta bignè/choux (sciù per i napoletani) senza glutine viene perfettamente bene.

Ah dimenticavo: io non le ho guarnite, aspetto sempre che la crema pasticcera me la porti già fatta qualche anima pia :P

Per la pasta bignè... che è sempre la solita già presente sul blog, stavolta a dosi dimezzate:

75 g di mix per impasti lievitati
125 g di acqua
45 g di burro
2 uova (le mie erano piccole e ne ho dovuto aggiungere un altro)
1 cucchiaio di zucchero
1 pizzico di sale

Mettete sul fuoco l'acqua con il burro a pezzetti ed il pizzico sale.
Appena prende bollore, togliete la pentola dal fuoco e buttateci tutto d'un colpo la farina, amalgamate velocemente con un cucchiaio di legno. Appena si è formata la palla rimettete il tutto sul fuoco e fate asciugare molto molto bene e sempre mescolando, per almeno un paio di minuti. Questa operazione è fondamentale per la ottimale riuscita della pasta bignè, altrimenti rischiate che il composto dopo l'aggiunta delle uova vi resti troppo molle ;)
Mettete questo impasto dentro una ciotola, unite il cucchiaio di zucchero e mescolate. Fatelo intiepidire, ci vorrà circa una mezz'oretta. Unite adesso le uova: uno alla volta senza aggiungere il successivo prima che l'altro sia stato bene assorbito dall'impasto.


Mettete il composto dentro la sac a poche con il beccuccio largo a stella e fate una specie di cestino: un cerchio a spirale e sopra un bordo alto (guardate la consistenza dell'impasto è quella giusta, morbida ma bella soda).
Ne ho fatti due, poi mi son stufata e son andata di semplice forma a ciambella, anche se non sarebbe corretto...
Ovviamente le forme vanno adagiate su carta forno, e verranno immerse nell'olio così, vedrete che la zeppola a contatto con l'olio caldo si staccherà subito dalla carta forno e voi potrete toglierla facilmente con l'aiuto di una pinza da cucina (quelle lunghe).

E ora arriva la parte più difficile: cuocerli.
Mettete sul fuoco la pentolina con l'olio e portatelo alla temperatura di massimo 170°, se non avete il termometro per i fritti, procuratevi una friggitrice. Mai come in questo caso è fondamentale che l'olio rimanga a temperatura costante e non troppo alta.
Ricordatevi che durante la cottura vanno girate continuamente in modo che si gonfino uniformemente.
Inoltre cuocetene 1 o se la pentola è larga 2 alla volta e non tuffate le successive senza avere atteso che l'olio torni ad una temperatura inferiore. Insomma ci possono volere quasi 10 minuti di cottura a zeppola :)

Quali sono le conseguenze altrimenti:
1) olio a bassa temperatura: la zeppola non si gonfia e assorbe troppo olio
2) olio a temperatura eccessivamente elevata: la zeppola si gonfia troppo, perde la sua forma (a me è successo così), si dora subito fuori e rimane troppo umida dentro. Si ammoscerà velocemente.
Leggendo in giro ho scoperto che per ottenere le zeppole migliori, un tempo si friggevano due volte: la prima in olio caldo, ma non troppo, per cuocerle bene e la seconda in olio più forte per la doratura finale.
Adesso invece i pasticceri le passano prima in forno qualche minuto giusto che si gonfino un pochino senza prendere colore e poi le friggono subito, in questo modo la zeppola non assorbirà troppo olio, verrà più asciutta e si ammoscerà a minore velocità.
Tuttavia le zeppole più gonfie e cave saran quelle che si son precipitate immediatamente dentro l'olio, senza ulteriori passaggi.
Quasi tutte le foto di zeppole che ho visto in giro o sono al forno (evviva!) oppure hanno fatto il primo passaggio in forno, per cui sono meno gonfie, ma con la forma più definita e più asciutte...

In ogni caso saper friggere questi dolcetti è una vera e propria arte ;)

Bene, mi pare di avervi detto tutto quello che ho trovato in giro: io ovviamente ho fritto direttamente senza passare dal forno ed una volta sola e non sono stata ligia alle regole.
Per cui ho tribolato... tanto che alla fine ho optato per la zeppola o meglio Bignè di S. Giuseppe romano, che qui vendono a forma di pallone, enorme, pieno fino a scoppiare di crema, che come lo mordi devi essere pronto lì con mille tovagliolini... molto buono però: l'unico dolce romano per cui avevo la passione. E' scuretto, ma è normale: questo mega bignè fritto si cuoce da solo e prende vita propria dentro l'olio, si gira e si rigira in modo indipendente. Quando ha smesso di camminare dentro l'olio è cotto...

Certo c'è anche la "napoletana", che poteva venire mooooolto meglio nella forma... ma come vi ho detto è una semplice forma a ciambella, mono cerchietto, cioè non ne ho sovrapposti due, come invece fanno in molti. Ma così è più facile friggerli ;)

In entrambi i casi questo è stato il grado di svuotamento...
L'anno prossimo provo ad utilizzare solo per le zeppole una ricetta di pasta choux che preveda pari acqua e farina, vediamo che succede...

Alla fine ho preparato velocemente la crema e li ho riempiti, buonissimi non c'è che dire ed io ho preferito il bignè romano, secondo me più godurioso...

Comunque i bignè li preferisco al forno :)))

Buon fine settimana!

Aggiornamento: mio marito che ha una doppia anima "campana e romana" mi ha appena detto che sono perfetti!

venerdì 16 marzo 2012

La Zeppola del Talismano

Sì perché la cara e mai superata Ada Boni ha una ricetta apposita per festeggiare i papà giorno 19: quella delle Frittelle di S.Giuseppe.
Nulla a che vedere con le zeppole classiche e diffusissime di pasta bignè tipiche campane.
E' un semplice impasto di pasta lievitata e poi fritta, senza uova, senza latte/burro o olio e pure senza zucchero.
Insomma sembra la zeppola perfetta per chi è intollerante a tutto, se poi Noi celiaci dei tempi moderni la trasformiamo senza glutine è ancora meglio.
Possiedo il Talismano della Felicità di Ada Boni da 12 anni, ed io di zeppole di S. Giuseppe ho sempre fatto queste anche con il glutine anzi ero convinta che fossero quelle classiche e diffuse ed invece no, ho poi scoperto che si fanno con la pasta bignè fritta.
A dirla tutta sul Talismano ho riscoperto un sacco di cosine interessanti, impasti senza burro, senza latte, e senza uova dove l'uovo è sostituito dalla fecola di patate! Allora non è una trovata dei tempi moderni... eh sì perché Ada Boni scriveva la prima edizione del suo preziosissimo libro agli inizi del '900, tradotto: i primi anni del secolo scorso... ;)

E allora... vediamo come si fanno queste zeppoline antiche...
©La Zeppola del Talismano©
per 16 ciambelline

225 g di mix di farine dietoterapeutiche per pane (io l'ho usato con la Nutrifree come farina portante a 280 g)
6 g di lievito di birra fresco (la Boni dice 10 g ma io ho preferito ridurlo)
150 g di acqua tiepida (la Boni non dà dosi di acqua)
1 cucchiaino di zucchero
olio di arachidi per la frittura (tiene il fritto leggero e asciutto)

per guarnire:
taaaanto zucchero a velo come da prontuario AIC (che è la guarnizione suggerita dalla Boni)
oppure
un bel ricciolo di crema pasticciera (se vogliamo farle più golose e non abbiamo problemi di intolleranza alle uova o al latte)

Impastate 75 g di farina con 75 g di acqua tiepida il cucchiaino di zucchero ed il lievito, si mescola agevolmente con una forchetta. Fate lievitare per 1 ora e 30 minuti.
Al termine troverete tutto bello gonfio, a questo preimpasto aggiungete la restante farina e gli altri 75 g di acqua. Impastate molto bene il tutto e fate lievitare ancora 3 - 4 ore.
Poco prima che tutto sia pronto mettete sul fuoco l'olio fatelo arrivare alla temperatura di massimo 170° e tenetelo sempre rigorosamente costante altrimenti le frittelline fanno schizzare tutto ovunque.
Al solito: per friggere in olio profondo è indispensabile un termometro per fritti, si trova ormai facilmente ed è una piccola spesa di cui non vi pentirete.
Con le mani leggermente umide fate con l'impasto tante palline grandi come una noce, praticate un buco al centro e allargatelo con le dita. Tuffate due ciambelline per volta e friggete fino a che non si presentano belle colorate.

Le ciambelline sono croccantine e morbide nello stesso tempo, uguali a come mi venivano con il glutine, anzi quelle glutinose restavano più durette, come un impasto di pane fritto, queste son morbide e come tutti i fritti andrebbero cotti e mangiati, perché poi perdono un po' dopo qualche ora...
Spolverizzate di zucchero a velo abbondante


e gnam gnam...


se poi volete realizzare la zeppola campana di pasta bigné, basta prendere la ricetta dei bigné e friggerli piuttosto che infornarli, vanno fritti a forma di ciambella, forma che darete con la sac a poche su un foglio di carta da forno che poi farete scivolare nell'olio bollente.
Guarnite con la crema pasticciera ed una amarena ed è fatta... se ci arrivo preparo anche queste prima del 19
Per intanto la ricetta della pasta bignè la trovate QUI

giovedì 15 marzo 2012

Rifatte Senza Glutine... Arrosto alla Panna

Eccoci! Questo mese ci siamo Rifatte in tutti i sensi: occhi, naso, palato con un piatto delizioso! Succulento e perfetto per una cena, che sia tra amici o formale: è l'Arrosto alla Panna di Sonia
Un piatto semplice, raffinato e gentile.
Gli ingredienti come sempre sono alla portata di tutti, non specifici per celiaci, l'unico a cui dovete prestare attenzione è la pancetta, ma per fortuna al banco frigo dei super si trova comodamente in vaschetta con sopra scritto a lettere cubitali "senza glutine" o meglio ancora con il simbolo della spiga barrata. Sono diffusissime davvero, ormai i salumi senza glutine si trovano senza grandi difficoltà.

Come sempre per la ricetta completa dovete cliccare sul link in alto, io qui inserisco la foto e la mia modifica dettata dalla sbadataggine :P


e allora... ho sbagliato ad acquistare la pancetta (occorre quella a fette con cui ricoprire tutto il pezzo di carne), ho preso quella a cubetti... e quindi l'ho messa dentro la carne facendo dei tagli con un coltello affilato. Così è venuta quella specie di cuore centrale, anche se non l'avevo messa solo al centro... mah!
Malgrado non ci fosse la copertura di pancetta l'arrosto è risultato morbido uguale. Potete anche mettere meno brodo, così la salsa si addenserà meglio e risulterà più pannosa, anche se  così era davvero delicatissima, molto gustosa.
Questo arrosto ha molte marce in più rispetto a quello classico al latte ;),
Io e Andrea ci siamo leccati i baffi, ci è piaciuto molto ed io l'ho trovato ottimo anche freddo con la salsa appena tiepida sopra.




Dove andiamo a rifarci la prossima volta? Sempre qui sul Cuore di Farina con la ricetta della mia infanzia: il Blitz di Mele.

Io da bambina non avevo scoperto la celiachia, quindi mia madre la preparava con il glutine, e adesso viene esattamente e ugualmente buona anche senza.
Sarebbe bello se la partecipazione a questo piccolo incontro di ogni 15 del mese aumentasse e coinvolgesse un po' tutti i blog anche di cucina classica (con glutine).
E' vero che non si vince nulla, pur tuttavia sarebbe un modo per affermare una "verità" che noi foodblogger senza glutine esprimiamo ogni giorno con i nostri post e cioè che un celiaco mangia esattamente come tutti gli altri, che può essere invitato a pranzo e cena serenamente, con solo un pizzico di attenzione in più e cucinando piatti che possono consumare tutti indistintamente alla stessa tavola. L'esempio è questo arrosto.
Quando un "non celiaco" ha un dubbio basta che passi da una qualsiasi di noi e chieda: sapremo rispondervi con il massimo scrupolo perché "la" viviamo in prima persona.
Un sorriso di "solidarietà" è sempre una vittoria.

lunedì 12 marzo 2012

La pasta Matta

2 torta salata in pasta matta1 torta salata in pasta matta3 torta salata in pasta matta4 torta salata in pasta matta5 torta salata in pasta matta6 torta salata in pasta matta7 torta salata in pasta matta8 torta salata in pasta matta

Questa ricetta esiste già sul blog e si trova qui: http://uncuoredifarinasenzaglutine.blogspot.com/2011/05/quando-la-pasta-diventa-matta-e-non.html ma ho ritenuto valesse la pena riportarla su perchè lo merita davvero. E’ un impasto lavorabilissimo e perfetto per la preparazione di torte salate. Le dosi ho usato quelle della ricetta originale che sono:

100gr del nostro mix per pane e focacce
150gr di Glutafin select
100gr di acqua
4 cucchiai d’olio
1 pizzico di sale

Per preparare questa torta, che si può fare in tante varianti secondo il vostro gusto, ho pulito e tagliato finemente i carciofi, zucchine e porri, li ho stufati qualche minuto in padella con olio e sale e li ho fatti intiepidire. Con il mio “amichetto” KitchenAid  ho impastato  tutti gli ingredienti della pasta matta e l’ho stesa ad una altezza di circa 3mm. Qui apro una breve parentesi per condividere un piccolo accorgimento che uso quando stendo la pasta, che sia pizza, torta salata o quant’altro necessiti di infarinatura per aiutare l’operazione, io ultimamente uso esclusivamente la farina di mais macinata sottilissima perchè secondo me conferisce un gradevole sapore a tutta la preparazione. Ho mischiato una scatoletta di tonno alle verdure ed ho aggiunto la mozzarella a cubetti. Per la cottura ho usato una teglia di alluminio usa e getta ed il fornetto della pizza (santo subito chi lo ha inventato cuoce veloce e uniforme) ma per fare in modo che la base si cuocesse bene bene, dopo circa 10 minuti di cottura in teglia e quando si era oramai stabilizzato il sotto, ho tolto la teglia ed ho fatto cuocere la torta a diretto contatto con la refrattaria. Il risultato è stato strepitoso e mia nipote Ilaria mi ha detto: “zia vorrei essere anch’io celiaca così mi mangerei tutte queste cosine buone” ed io ho risposto “si però te le prepareresti da te… non credere di fare la furbina….”  :))


..il tutto era pronto in meno di 1 ora..

domenica 11 marzo 2012

Pane Veloce News...

Comunicazione veloce di aggiornamento... questo pane lo faccio spesso, perché è comodo e viene davvero buono, l'altro giorno avevo composto il mix per pane così:

280 g di Nutrifree pane
140 g di Glutafin con le fibre
80 g di Farmo Fibrepan

dalla mescola ho preso i 400 g di farina che mi servivano per la ricetta che trovate QUI, mentre mescolavo mi sono accorta che ci voleva più farina e ne ho aggiunti 2 cucchiai colmi (dovrebbero essere circa 50 g o poco più).
Poi ho voluto provare a farlo lievitare più delle due ore solite, così come mi aveva consigliato la nostra amica Stefania Ottaviani, secondo la quale prolungando ancora il pane veniva meglio, per cui credo sia rimasto a lievitare circa 5 ore, minuto più minuto meno, ed il risultato è stato super ottimo...
E c'è poco da fare... la Nutrifree pane ha proprio un buon sapore...
Buona domenica! :)

venerdì 9 marzo 2012

Ferratelle all'Abruzzese

Buone tanto! Le adoro con tutto, soprattutto la confettura, ma in verità sono ottime anche così da sole...


©Ferratelle all'Abruzzese©
ricetta da me inserita su Cucinainsimpatia il 7 maggio 2007

Ingredienti

100 g di farina senza glutine per dolci (io ho usato il mix per impasti lievitati)
2 uova
40 g di burro
20 g di zucchero
1 pizzico di semi d'anice (che non ho messo perchè non mi piace)
1 cucchiaio di vino bianco


Sciogliete il burro. Sbattete con una frusta a mano le uova e sempre sbattendo aggiungete lo zucchero, il vino, il burro fuso, i semi di anice o i semini di vaniglia e poco alla volta la farina.
Ora... dovrete anche regolarvi un pochino ad occhio, perché la variazione di consistenza dell'impasto dipende dalla grandezza delle uova, state attenti ad ottenere una pastella dalla consistenza liscia e ben omogenea, come una crema densa che non deve colare dal cucchiaio.
Quindi coprite e fate riposare per un'ora o anche più in luogo fresco.
Poi cuocete con la piastra apposita: io ho usato il ferro da fuoco originale che ho inseguito per anni, ma la prima volta le avevo fatte con la piastra elettrica quella con i cuoricini.
Fate scaldare il ferro a fuoco medio, ungetelo con una lacrima di burro, abbassate la fiamma al minimo, aspettate che il ferro smetta di fare fumo, altrimenti la prima ferratella si carbonizza, poi mettete al centro del ferro 1 cucchiaio di impasto, chiudetelo e cuocete circa 20 - 30 secondi per lato.

Con la piastra elettrica è più semplice vedete i cuoricini in foto, ma quelle con il ferro da fuoco sono le più buone... cioè, questa ricetta è perfetta per il ferro rettangolare classico abruzzese

Sono crocco-crocchine, una delizia! E la mia colazione preferita è servita :)

mercoledì 7 marzo 2012

Panini al Latte del Ricordo

Quanto tempo è passato da questa ricetta, allora non conoscevo neppure la Cappera...
Nacque per caso: usavo solo l'Agluten per panificare, ero rimasta senza e la dovetti mescolare con il Mix B... stupore... il pane era diventato buonissimo!
Il Mix B da solo no, l'agluten da sola no... insieme combinate avevano fatto il pane buonissimo... con questa io capii che bisognava lavorarci su e che occorreva provarle tutte per cavare il sangue dalle rape ;)

La ricetta non ha bisogno di essere riadattata o quanto altro, rimane valida così com'è, dovete solo usare degli stampi per la cottura, perché il composto è molle...
E' piuttosto semplice da realizzare, non ci sono tremila farine e la lievitazione è una e diretta



©Panini al latte senza glutine©
la riscrivo esattamente come la pubblicai la prima volta su Cucinainsimpatia il 26 marzo del 2007

Ingredienti
230 g di mix B
150 g di farina agluten per pane (non ne avevo altra, sto aspettando il farmacista)
370 g di latte
1 uovo
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaino di zucchero
8 g di lievito di birra
uovo per spennellare


Inserire nel cestello della macchina del pane il latte, l’uovo, il sale, lo zucchero, la farina e per ultimo il lievito. Impostare il programma impasta e lievita e fare lavorare la macchina. Al termine prendere l’impasto con il cucchiaio (panini grandi) o cucchiaino (panini mignon) e metterlo nelle formine da muffin unti. Lisciare la superficie con un dito bagnato nell’acqua. Fare lievitare ancora 30 m. circa in forno tiepido. Portare il forno a 200° e intanto spennellare con l’uovo frullato con un pizzichino di sale e cuocere per 20 m. circa.


La differenza tra quello piccolo (che è più carino a vedersi) e quello grande
L’ avere miscelato le due farine mi ha consentito di ottenere un risultato che mi ha soddisfatto anche nel gusto (il retrogusto del mix B è sparito  )
Sono buonissimi e molto morbidi...

lunedì 5 marzo 2012

Acquerello in Rosso... Radicchio

Quando finiranno le mie scorte di questo riso... dovrò procurarmelo di nuovo (metterò in croce mio fratello), perché davvero è eccellente, mai visto un riso che tiene in questo modo la cottura.
Il risotto lo cucini come vuoi tu, cremoso, all'onda, più asciutto e tiene sempre perfettamente al dente...
Ormai l'inverno è quasi finito e quindi siamo alle ultime battute per proporre questa ricetta che ha tra gli ingredienti principali il radicchio.
Se lo trovate, usate assolutamente il tardivo di Treviso I.G.P., dice la mia enciclopedia della cucina che "questa cicoria fu ottenuta nell'Ottocento, quando Francesco Van den Borre portò dal Belgio dei semi di un'insalata che venne incrociata con varietà trevigiane. Completò l'opera applicando a essa le tecniche di imbianchimento usate nel suo paese - anche se i trevigiani difficilmente lascerebbero al naturalista l'esclusiva paternità della loro celebre insalata. (...) Al consumo il radicchio trevigiano tardivo (che viene raccolto a novembre, rispetto al "precoce" raccolto a settembre) ha colore rosso, foglie vicine, che tendono a chiudersi all'apice, il sapore è amarognolo ma piacevole, di consistenza croccante"


©Acquerello in Rosso©
per due persone (abbondante)



  • 200 g di riso Acquerello
  • 1 cespo piccolo di radicchio di Treviso
  • 6 gherigli di noce
  • circa 80 g di formaggio Montasio del tipo morbido, non stagionato
  • 1 scalogno
  • 1 cucchiaio di olio
  • brodo vegetale (se usate quello di dado controllate il prontuario AIC)


Lavate il radicchio tagliatelo a pezzetti (come se doveste fare l'insalata) e fatelo appassire con l'olio e lo scalogno circa 5 - 7 minuti, se necessario unite mezzo mestolino di brodo vegetale caldo.
Unite il riso e mescolate fino a che il chicco non è lucido, tirate a cottura il riso unendo due - tre mestoli di brodo alla volta. Assaggiate... appena sentite che è quasi cotto unite l'ultimo mezzo mestolino, spegnete il fuoco e incoperchiate, fate riposare così 5 minuti.
Intanto tagliate a dadini il formaggio e spezzettate i gherigli con le mani.
Unite il formaggio al riso e mescolate per scioglierlo, fate riposare due minuti ancora, poi unite i gherigli di noce e servite.
Ottimo!
Qui trovate l'Acquerello in Blu... Stilton

sabato 3 marzo 2012

Carciofi Mammola ripieni

Buoni, buoni, buonissimi! Si capisce che mi piacciono i carciofi?
Buon fine settimana a tutti! :)
©Carciofi Mammola Ripieni©
Ricetta da me inserita su cucinainsimpatia l'8 maggio 2008

4 carciofi mammola (quelli romani)
50 g di pecorino
100 g di vino bianco
150 g di acqua
70 g di mollica di pane senza glutine (io ho usato quella fresca non il pangrattato)
5 cucchiai di olio
mentuccia
sale


Pulite bene i carciofi e tagliateli a metà.
Tritate la mollica di pane e unitela al pecorino grattugiato, alla mentuccia, unite un cucchiaio di olio e mescolate bene. Unite un pizzico di sale solo se necessario, dipenderà dal sapore del pecorino.
Riempite con questo composto i mezzi carciofi e metteteli dentro una casseruola con 4 cucchiai di olio, il vino e l’acqua.
Fate cuocere a tegame coperto fino a che non li vedrete cotti, i miei ci hanno messo 25 - 30 minuti circa.
Se fosse necessario fate restringere il fondo di cottura a tegame scoperto e a fiamma viva.

giovedì 1 marzo 2012

Penne Di Riso Con Pancetta Affumicata, In Crema Di Taleggio, Crescenza e Aceto Balsamico

Avevo completamente rimosso di pubblicare questa ricetta che è squisita davvero!
Tant'è che sicuramente la ripreparo ed è raro per me rifare due volte lo stesso piatto in tempi brevi.
L'avevo realizzata con l'occasione di provare la nuova pasta Piaceri Mediterranei.
Le novità nel nostro settore vanno sempre provate e sulla pasta senza glutine ci stanno lavorando su un po' tutti ultimamente, con l'auspicio che ogni volta (le formulazioni le cambiano in continuazione) tirino fuori un prodotto il più naturale possibile, fatto di sola acqua e farina.
Comunque il tipo che ho provato io (cioè le penne di riso semigreggio) devo dire che ha tenuto molto molto bene la cottura ( e secondo me dalla foto si vede) ed era molto buona di sapore.
Il tutto accadde i primi di novembre vedete un po' Voi quanto ci sto con la testa!
Gli ingredienti oltre ad essere invernali, li avevo scelti e studiati affinché si abbinassero al sapore del riso, mi ero ispirata all'abbinamento di un risotto trovato su un vecchio libro sbucato fuori dopo il trasloco :)








©Penne Di Riso Con Pancetta Affumicata, In Crema Di Taleggio, Crescenza e Aceto Balsamico©


  • 280 g di penne di riso semigreggio Piaceri Mediterranei
  • qualche filo di erba cipollina fresca
  • 2 piccole cipolline rosse dolci
  • 3 cucchiai di olio d'oliva
  • 120 g di buona crescenza
  • 170 g di taleggio (preferibilmente maturo)
  • 70 ml di latte (anche parzialmente scremato)
  • 8 fettine sottili di pancetta affumicata (del tipo consentito ai celiaci)
  • 4 cucchiaini di aceto balsamico preferibilmente del tipo invecchiato

In una padella capiente tipo saltapasta fate rosolare nell'olio molto dolcemente la cipolla a fettine e l'erba cipollina tagliata a pezzettini.
Unite 4 fettine di pancetta tagliate a listarelle, mescolate, abbassate la fiamma al minimo, incoperchiate e fate cuocere per circa 5 - 6 minuti.
Nel frattempo versate il latte dentro una casseruola antiaderente, unite i formaggi tagliati a pezzi, ponete sul fuoco a fiamma bassissima e fate sciogliere il tutto: ci vorrà circa una decina di minuti o poco più.
Tostate in forno le 4 fettine di pancetta rimaste lasciandole intere.
Ponete la pentola sul fuoco per la cottura della pasta. Rispettate i tempi riportati sulla confezione. Io ho fatto cuocere per 9 minuti dalla presa del bollore.
Quando è cotta, scolatela molto velocemente, versatela nella padella saltapasta dove avevate rosolato la pancetta e mescolate per insaporire.
Unite la crema di formaggi, impiattate e guarnite ogni piatto con mezza fettina di pancetta croccante, qualche filo di erba cipollina intero ed 1 cucchiaino di aceto balsamico. Non dimenticate di unire l'aceto balsamico che è l'elemento che lega e dà personalità al piatto.

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